Soldato bambino
son bambino e
mi hanno armato,
mi hanno detto
che uomo son diventato,
nella notte mi han portato
via dalla mia famiglia
e dal volto terrorizzato
di mia madre
al ciel stuprato.
son bambino e
mi hanno drogato
per uccidere innocenti
dal cuor malato
per trafiggere pallottole
ai corpi massacrati.
son bambino e
mi hanno travolto
nel buio pesto
della paura
in cui le mie lacrime
non trovano via d'uscita,
dove le mie grida
non trovano una mamma
ad asciugar il sudore
di quest'incubo.
son bambino e
mi hanno detto che soldato
son diventato,
che la vita e'un reato
ingorda di vilta',
e tra le mani di quel fucile
la sacrosanta verita'
di annullare i ricordi
dei tempi in cui respiravo
in cuor la liberta'.
son bambino,
ma nel volto
riflesso in questo fango
scorgo gia'qualche ruga,
in cui navigano
senza sosta
le mie lacrime
nascoste al cielo
dell'impavida notte.
son bambino
e mi hanno torturato
per un danno mal capitato
per un timore mal celato
per l'incomprensione di un reato.
son bambino
e del vento sento le sue parole
mentre su questa ripida montagna poso i miei fucili.
ora mi libro nel vuoto
e come un pezzo di carta lanciato da una finestra
aspetto la mia fine.
son bambino,
e della vita
un triste ricordo m'abbaglia.
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Commenti (1)
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O
Oliviero Angelo Fuina8 aprile 2008
Componimento dal contenuto emotivo condivisibile. Trovo pesante alla lettura le troppe apocope e alcune strofe con esasperante finale in ”- ato” che banalizza un componimento che potrebbe decollare in più ampi cieli poetici, visto la padronanza e copiosità lessicale che l'Autore fa intravedere.