Lune d'inchiostro
Dagon Lorai
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candele... calde
come il tuo ventre
un bicchiere beato mi beve
e un'emozione
fibrilla le tue cosce
conati di passione.
Resto perduto
nel cantico del tuo collo
e sulla polpa etilica
del tuo inguine
è questo il tuo impero retorico
dove nutri col peccato
le lenzuola del tuo letto.
Trapassami con
ogni muscolo del tuo occhio
quel cristallo brado,
quel tuo contorcerti
preda del desiderio
ingoiati dalle mura
dove ho sparso
il mio affascinante crimine.
Muratemi con esso
se non potrò
ancora respirare
i profumi voluttuosi
di questo luogo eterno.
Ho stretto nelle mani
la stanza
passando per il tuo corpo
anatomia dell'esistenza
un sacro mormorio
trabocca dalle tue labbra,
è l'estasi del male
e so che stò vivendo.
©
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L'autore
Dagon Lorai
"Mio padre mi faceva viaggiare molto e la musica ci seguiva ad ogni spostamento.La mia creatività e da ricondurre a lui,a mio padre che ha sempre raccontato storie curiose e dal fascino fiabesco". D.Lorai
Commenti (1)
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Zima9 aprile 2008
alcuni passaggi lasciano senza fiato... un erotismo che sa di belva feroce, di fame di corpo... ma non c'è peccato nel vivere!! bellissima!

