Mercuri Mortali
Dagon Lorai
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Ho cristallizzato
queste isole
con l'acrilico
anticristo dissoluto.
La mia carne
contrattualizzata.
Non è ora d'origliare
ma l'angoscia, resterà
a lungo quì
a tagliare le mie unghie.
Vorrei catturare
questo vento
cospargere ancora
agorafobie
nella gola delle fate,
trafiggere ad inverso
come è freddo
questo immenso.
Cibernetici
mercuri mortali
danzando tra le atrocità
e un abulia delle menzogne
dragmatizzano
quest' ebrietà.
©
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L'autore
Dagon Lorai
"Mio padre mi faceva viaggiare molto e la musica ci seguiva ad ogni spostamento.La mia creatività e da ricondurre a lui,a mio padre che ha sempre raccontato storie curiose e dal fascino fiabesco". D.Lorai
Commenti (1)
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D
Darkside10 aprile 2008
Trovo questa poesia un piccolo gioiello. Per l'imprevedibilità di certe immagini, più che per il suono dei versi. Se posso permettermi un unico appunto, mi sembra che stonino un po' certe parole. Forse un eccesso di ricercatezza lessicale? Comunque, bella.
