”Ai miei fratelli”
Non attendo sorte o morte
sò che brucia
solitario ardore,
come fiamma priva d'acqua
ascolto l'attesa
ritrovandomi nell'eco di orologi guasti,
su bianche pareti.
Su vetri infranti
pogio le mie labbra
già ferite;
depositando ricordi
nella memoria dei miei fratelli
come fuoco
adesso spento.
Ho visto luce in buii avuti.
Alle volte assenti
o già perduti.
Finche respiro nell'incertezza
saprò sentire col cuore
odio e amore.
Mille vite
per attimi eterni,
unico odore inspirato di sensazioni intense
lasciate andare,
su maree inaspettate.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!