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Natura 13 aprile 2008 · lettura 1 min · 1130 letture

Marina

I
Ignazio Messana 115 poesie pubblicate
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Le mie barche abbandonate, solitarie, sul lido dissolto di un'estate, dove muore il mare. L'infinito, astratto, come linea semicurva, drappeggiato da una lieve, coltre di bruma, che nasconde lembi di cielo. E' questo, il mio mare, che riconosco, nel movimento regolare, delle sue onde, nei granelli dorati, di sabbia, portata via dal vento. Le mie meduse evanescenti, dal cristallino respiro, cullate inermi, alla deriva. La mia brezza estiva, increspare la marina, risplendente al reverbero, di una diafana luna. E' questo, il mio ricordo, andare e ritornare, dove la tempesta sconvolge, e pioggia e vento improvviso, libera nell'aria, e si trasforma nel rombo del tuono, e la luce scintillante del fulmine. Il mio sguardo, i miei occhi accesi, d'amore e di rimpianto, l'abbraccio intenso d'amicizia, con il pescatore che vive e muore, nel mare e nel sole, quando mi soffermo a guardare, variopinte sfumature di cielo, avvolto nei colori frammisti, di indaco e violetto. E' questa la mia vita, nel mare, con il mare, dove muoio e rinasco, con il dolore, nel cuore, e mille e mille sensazioni d'amore.
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