Avida
Avida tristezza,
scandisci i tuoi secondi,
volteggi nei miei trastulli
come anime inibite
davanti al cancello della morte.
Stolta paura,
t'infrangi maldestra
sul campo schietto
del rimuginar perpetuo,
che accattivante
saluta l'approssimarsi di un nuovo di'.
cosa sei?
cosa vuoi tu
che dipingi nuovi paesaggi,
che ammaliante come una donna
posi dolcemente
la tua mano sul mio viso sconcio,
frastornato da inquiete tempeste.
Avida tristezza,
che con immensa brama
annaffi le rose bianche
del mio giardino,
in cui celato
rinvigorisce il seme dell'amore
che furioso attende
l'elargizione infinita.
©
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Commenti (1)
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Il Crudo15 aprile 2008
troppi termini elaborati rendono macchinoso il testo. l'ora, poi, non ti favorisce. che sonno!