Sacrificio d'amore
Camminammo, a stento,
per sentieri impervi,
portando, tra le mani, candelabri in bronzo.
Intonammo, un canto, al dio del vento,
che tutto distrugge, tutto rasserena.
Attraverso il velo di seta, sul tuo volto,
vidi, i tuoi occhi, trafiggere i miei,
la tua voce, melodiosa, disperdersi,
confondersi con altri silenzi,
verso i picchi, inaccessibili, di altipiani innevati.
Sentimmo, in lontananza, rintocchi di campane,
colpire le nostre orecchie, per poi, attenuarsi,
in un flebile stridulo, perdersi a valle.
Sgranai, il rosario birmano, pregai...
per lenire il dolore che mi prorompeva in petto,
per sentire, cruda, la sofferenza della vita.
Guardai, le lacrime sgorgare, dai tuoi occhi di smeraldo,
il seno nudo, ansimare e prorompre in singhiozzi,
le tue parole d'amore, dette, ridette, gridate al cielo,
non mi sarebbero bastate, ormai, perché il perdono avuto,
era poca cosa al confronto del perdono dato.
Nel sogno, Saffo, la sacerdotessa, ti tende la mano,
con sguardo struggente, vuole rubarti a me,
ti circuisce, ti inganna, ti seduce,
per farti cadere, nella ragnatela di uno strano amore.
Nel tempio, prostrato, in ginocchio, davanti all'altare,
ancelle e adoratori del dio, hanno rasato il mio capo,
con sali e oli profumati, hanno deterso il mio corpo,
cancellando, i sogni, i ricordi, i rimpianti,
senza più passato, né domani, senza te.
©
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