Il giudice acaro
Signori della corte, parlo a voi col cuore,
mentre il mio cliente di ferrea moralità, ligio al dovere
era intento in uno dei soliti esercizi pomeridiani
a sgranchirsi le ossa dopo immane affanno di scrivania
la signorina Panaro quì presente
al rimiro civettuolo di vetrine
all’indietreggiare distratta, finì col sedere
contro il piede teso del mio assistito
pertanto interrompendo le misere necessarie delizie
che offrono tali esercizi in ripiego
e la foto scattata da infame passante
accreditata come potente calcio al sedere
mostra si l’impatto ma non spiega vittima a subir
-Le illazioni di un corteggiamento rifiutato
sono volte a infangare, screditare
un onorevole professionista
pertanto la difesa non solo chiede l’assoluzione Totale
ma ingente risarcimento per ostacolo attività psico-fisica
pregiudicante a salute e mal resa al lavoro
-Visto la durezza d’impatto, il giudice in severa sentenza
condannò la donna a portare un cuscino alle natiche
e l’onere di far massaggiare per un mese
il piede alla povera vittima
------
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
O
Osvaldo Spizzirri22 aprile 2008
stupenda satira descritta con passione, amorevoli e scherzosi i suoi passaggi, nel raccontare una storia che per qualcuno ha dell'incredibile ma che nella realtà è vera.. piaciuta la cadenza dei versi di si squisita fattezza... Bellissima...!
I
Il Crudo22 aprile 2008
siamo forse colleghi? il sospetto mi rimane. le tue opere sono sempre caratterizzate da grande originalità.
Nellabernardi22 aprile 2008
scritta in maniera sapiente e originalissima è una meraviglia questa tua creatura che per mezzo di parole ben dosate e perfette, senza punteggiatura a renderla pesante e difficoltosa, attrae il lettore legandolo a sè fino alla fine
