Voglia
IL fantasticare quando niente capivo.
Allora dietro la porta
sottostante al teatro ch'avevo davanti.
Una giostra bastava a calmare le ombre
ed i cattivi pensieri.
Un sibilo,un abbaio di cane.
Sognare la neve cadere sui prati.
Non era il mondo fatto di orchi,
ma solo di flauti,fate e cantastorie.
C'eran i miei giullari,
i guerrieri del sonno;
un uomo grasso,dal petto robusto,
che soffiava sul " brutto " tempo,
con in bocca il sorriso.
Non c'è mai rabbia,
forse il pensiero;
di sicuro la voglia d'esser sempre bambino.
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