Camice bianco
Sorrido malinconico
piango dentro
sopporto
se la sofferenza
non mi appartiene
Guardo un uomo
e gli tendo la mano
gli asciugo il sudore
rispetto il dolore
Non ho il diritto
di versar lacrime
devo solo saper ascoltare
senza mai giudicare
chi vuol parlare
per continuare a sperare
Osservo l'angoscia
ma anche l'amore
i sogni spezzati
di una vita vissuta
e qualche volta sciupata
Maledico il giorno
che ho fatto la mia scelta
ma è una scelta d'amore
fatta con il cuore
Ora guardo nel vuoto
e attendo domani
seduto su una seggiola
col capo tra le mani
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Commenti (1)
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Rosy Marchettini1 settembre 2008
Splendida poesia! Meraviglioso il dialogo che fa il medico con se stesso1 La chiusa è straordinaria! Profondi i concetti espressi. Poesia che mi piacerebbe poter leggere in tutti gli ospedali del mondo, per far comprendere a quei medici che si credono degli dei, di essere umani e comprendere il malato e chi lo ama. Non ho parole per quanto è bella
