Antiche memorie
Soffitte abbandonate, dalla memoria antica,
dove gechi, amici silenziosi, sonnecchiano,
in una dimensione, quasi incerta, di sogni e realtà.
Dal balcone fiorito, da gerani dai colori cremisi,
il mare in burrasca, protendersi allo sguardo,
con le distese di sabbia, portata via dal vento.
L'antico ciliegio, legato da radici, alla nuda terra,
dalle foglie ingiallite dalle metamorfosi del tempo,
come custode perenne, di cose mutabili e immutabili,
per questa vita e un'altra vita,
dove il ricordo muore e rinasce,
in un altro ricordo nuovo e già trascorso.
Lo spaventapasseri, dal volto di paglia,
con il vestito sdrucito e la giacca unta,
rubata al contadino disattento,
ora si anima e vive di un sorriso attonito,
guardiano solitario di messi e raccolti,
ora che la pioggia e il vento gelido,
ne scalfiscono i contorni informi.
Rosai di melograni sgranati,
deposti in cesti di saggina,
in un tempo piatto, che non trascorre,
che nulla abbandona, nulla si riprende,
ora che silenzi interromponi altri silenzi,
e ombre e luci si sovrappongono, inutilmente,
Le voci, confuse e contorte,
che si perdono in lontananza,
come violini dalle corde spezzate,
la preghiera soffusa, nella chiesetta immaginaria,
il conforto all'agonia, senza sapore di morte,
l'abbandono verso l'ultimo rimorso,
per non dimenticare!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Marisol5822 maggio 2008
Versi bellissimi che descrivono molto bene il paesaggio che si vuole far vedere. Traspare una certa malinconia nel vedere la propria situazione quasi immutabile mentre tutto intorno viene continuamente trasformato perché la vita, nonostante tutto deve andare avanti. Molto bella.
