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Introspezione 2 maggio 2008 · lettura 1 min · 1070 letture

Angoscia

I
Ignazio Messana 115 poesie pubblicate
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I miei affetti domestici, dimenticati, voltati e rivoltati, come abiti dismessi, pronti da buttare via. Il ricordo, struggente, della mia casa, che si dissolve nel tempo e dello stesso tempo, dissolve, gli attimi e le solitudini dell'anima. Il mio ritorno, non ha i confini di Ulisse, né il significato delle sue traversate, statico, immobile, aleggia nel mio essere, circoscritto, entro i limiti ristretti dei miei sogni. Ho uno sguardo freddo, il cuore di ghiaccio, le memorie della mia vita naufragano, miseramente, come cristalli in frantumi. Gridare ora, è la cosa giusta da fare, con voce roca e sommessa, accennare le filastrocche e le nenie d'infanzia, piangere ora è opportuno, per lenire le grandi pene subite. Le risonanze di suoni percepiti, nella mente, ora sento, perdersi e disperdersi, ampliarsi, fino a deflagrare nel cervello, alimentare il rimorso e la pazzia, l'abbandono nel silenzio della quieta.
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L'autore
Ignazio Messana
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Commenti (1)

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Marisol5822 maggio 2008

Versi bellissimi da cui traspare la terribile angoscia che attanaglia l'autore per la sua vita, la sua casa e i suoi affetti. Lo sfogo è scrivere ciò che si sente dentro. Bellissima.