Leggende
Il vecchio, narrò,
il mito dell'amore,
le traversate remote,
tra oceani in tempesta.
A tratti, la sua voce roca,
divenne suadente,
a colpire il cuore di noi bambini.
Il focolare acceso, in una sera d'invernoi,
davanti alla minestra calda,
ai grappoli di fichi secchi.
Il vecchio parlò d'amore,
con gesti delle mani, rudi,
corrose dagli affanni.
Narrò della bella regina,
prigioniera del mago,
dell'ultimo eroe, che riesce a liberarla.
La pioggia stride, sui tetti,
in una amara cantilena, di fiumane d'acqua,
che si disperde.
Ora sogno sotto le coltri,
il volto di mia madre,
che piange e si addolora,
la nenia lontana,
che sopraggiunge dal mare.
Il vecchio ora dorme,
nel silenzio,
su di un pagliericcio improvvisato,
coperto di stracci.
©
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