Artro che favola

In ogni favola che s'arispetti
c'è l'orco, 'na tore e 'na principessa
le porte tutte chiuse coi lucchetti
e 'na matrigna che... passa pe' fessa.
Ma 'sto racconto sembra dell'orore
co' la pischella nello scantinato
che da ventidu'anni conta l'ore
e maledice er giorno che sia nato!
L'orco cattivo è uno de famija
che s'arivorta bbene la frittata
ha fatto crede a tutti che la fija
è annata co' 'na setta assatanata.
'Nvece era lui er carceriere
quello che è riuscito a tocca'er fonno
er principe se sa... ma delle fiere...
'sta bestia immonda è dell'arto monno!
Dipinto come un padre padrone
dai li midia, dai giornali e dai tiggì
ma nun nun è degno de porta' quer nome
artro che "Padre"... pe' me deve mori'!
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Commenti (2)
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M
Massimo Chiusi4 maggio 2008
Nonostante io pensi che la morte non si auguri nemmeno alla peggiore delle persone per non essere assassino come lui penso che sia un fatto di cronaca tra i più disgustosi tramutato in poesia in questa versione dialettale in modo semplice e diretto. piaciuta
L
Laura Cappellini4 maggio 2008
anche con lingua che si presta più a temi ridenti hai saputo cogliere e trasmettere il disgusto e l'orrore di questo fatto