242 lettori online · 355.523 poesie · 7.625 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Riflessioni 8 maggio 2008 · lettura 3 min · 1061 letture

Sulla prima egloga delle Bucoliche

L
Lillovocedalsud 38 poesie pubblicate
+ Segui
Titiro Dal mio riposo mi sveglio estasiato, tra verdi fronde ed un canto campestre. Canto la vita con zufolo agreste, canto perché sono stato già amato. Melibe Titiro, tu come trovi il sereno all’ombra seduto d’un largo faggio? Io preparandomi al triste viaggio stendo il mio manto di lacrime pieno. Titiro Melibe, Colui che storia ‘spettava fecesi umano per nostra Salvezza, molto ha sofferto con grave amarezza per dare all’uomo ciò ver’ cui anelava. Melibe Pastore Titiro, ti è fatto il dono di veder natura come creato, per me la natura è l’arma del fato; solo rimango ed infelice sono. Ma spiega se puoi, o pastore beato, cosa ti porta a vedere il reale con sguardo rispetto al mio non uguale, con quella gioia che io ho abbandonato. Titiro Dal giorno in cui mi si dette il respiro rauco il mio pianto ha investito la terra, ”pace non trovo, et non ò da far guerra”, tal verso descrive ciò che sentivo. Poi quella Gloria cui; ho già accennato vennemi incontro nella solitudo. Venne abbracciato il cor povero e ignudo, Que’ che è Vero Amor mi venne annunciato. Ma dimmi, o Melibe, che stai così affranto, cosa ti porta alla desolazione. Forse le terre non han produzione? Forse che ti è andato a male il vinsanto? Melibe Come ben sai fu’ povero esiliato, a lungo piansi nella mia miseria; sudando sangue, infin, sulla maceria ricostruii ciò ch’avevo lasciato. Ancor la gioia sognata nel pianto non riconobbi nella mesta vita, quella illusion che seguivo è svanita lasciandomi preda d’un triste canto. Nessuna terra e altrettanti valori posson colmare il cor mio angustiato, non di ricchezze ed onori è assetato ma di vita nuova e nuovi sapori. Racconta, se puoi, di codesto Dio; in quali versi, in che autore trovasti Quel con Il Quale il cuor tuo allietasti, Quel con Il Quale riempisti il tuo io? Titiro Non in parole, ma in vita incontrai Quel che si fece del mondo creatore; pace donommi, mi donò l’Amore e questa gioia ch’or tu vedi e sai. Vivo negli occhi d’un umano volto, vivo come viva; è l’amicizia, vivo nel nostro desio di Giustizia, vivo come i frutti d’or del raccolto. Melibe Dunque t’arride la vita che speri, io vo passando da inganno ad inganno, la vita è gioiosa a te, per me è danno, Amore è per me fugaci piaceri. La mia esistenza vuota di sapore cercherà luce in ben altro cammino, forse per me sorgerà lo mattino, forse non mi salverò dal dolore. M’appare ignota la vita che canti, ormai ho deciso: la fuga mi aspetta, attende ancor poco ché il passo s’affretta; io e la mia miseria: due esuli amanti.
♥ 0 💬 0
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

E' la mia personale interpretazione della prima Egloga delle Bucoliche di Virgilio. Quartine di endecasillabi in rima incrociata.

L
L'autore
Lillovocedalsud

Avete mai visto il cielo stellato, senza luce alcuna fino all'orizzonte? Quando ancora la Luna è sorta? Avete mai accolto qualcuno con un abbraccio? Siete mai stati accolti con un abbraccio? E se questo vostro amico vi confidi il segreto delle stelle? Se sia Egli stesso il principio di quella Armonia? E se questa A

Tutte le opere →

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento. Scrivi il primo!