Le mie radici
Raccolgo briciole di vita
alla mensa dei ricordi
su banchetti allestiti di sogni
nei giorni delle feste comandate.
Dentro una piccola cornice,
impresse in bianco e nero,
le mie radici
povere e ingiallite
ingannate dal tempo.
Primavera del 1940
quattro bambini per mano
non sorridono
nelle giacche consunte
e troppo strette.
Ai piedi scarpe
di terza mano,
quattro fratelli
figli della guerra
che conoscono la fame.
D'essi, uno m'è Padre
ed io ringrazio il destino
d'averli scampati alle bombe
e portati fin qui
a raccontarci
il valore del pane.
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L'autore
Mara Fiorentini
Nasco nel 1955 in un piccolo borgo situato nell'appennino modenese e lì rimango fino ai 18 anni, vivendo i primi anni 70 con la gioia di chi ha un mondo tutto nuovo da scoprire. Credo sia nata in quegli anni la voglia di scrivere, ma non ho mai considerato il mio bisogno di farlo come espressione poetica vera e propria
Commenti (1)
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Rasimaco12 maggio 2008
versi bellissimi che dicono cosa sia la guerra, uno dei flagelli che più di tutti, strazia il genere umano in tutte i suoi estratti sociali. Ogni parola é una pennellata che lascia un segno sulla tela della vita...
