Tracce
Tracce di vita passata,
graffi nel tempo,
solchi di te
e di me.
Eri tu,
a dirmi sempre
che sbagliavo,
mentre io non capivo
la freddezza dei tuoi occhi.
Tu eri mio padre,
una montagna,
un’immagine difficile da imitare,
una vetta troppo alta da scalare.
Tu eri l’urlo
in fondo ai miei pensieri,
io non ero nulla.
Eppure,
se tu avessi provato...
anche una sola volta
a guardare nei miei occhi
o avessi stretto le mie mani...
questa vita
non ci avrebbe calpestati.
Se mi avessi
mostrato un tuo sorriso,
questo cielo così grande
si sarebbe illuminato.
Quanto tempo perso pà,
per capire
quanto poco tempo abbiamo
per morire.
Ora,
accanto al fuoco
ti osservo
schiavo del silenzio,
e piango
quando mi guardi
senza più vedere.
Sul volto tuo la vita...
la tua,
perché la mia
non è stata mai vissuta.
Non te ne andare pà...
restiamo ancora un po’,
cerchiamo di capire
le ragioni del silenzio...
della vita che ci ha vinti...
Ora papà... ora!
Domani no,
domani è troppo tardi.
©
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Commenti (1)
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Berta Biagini12 maggio 2008
Un grido di disperazione dall'inizio alla fine in questi bellissimi versi che fanno commuovere il lettore. Letta tutta d'un fiato.
