Fune invisibile
La penombra
riflette sullo specchio
l’anima del mio passato,
sono lievi note
di una malinconia trasparente,
ci sono due sedie in fondo alla sala
vuote,
rosse,
nuove,
in lontananza sento una donna piangere,
si è alzato il vento,
gli strani abeti sono scossi
da una parte all’altra
come da una fune invisibile,
mi siedo sulla sedia vuota,
osservo,
nello specchio sembro più magro
ma vedo ciò che vorrei vedere,
a mani aperte,
aspetto,
che finisca di piovere.
©
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Commenti (1)
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Mirella Crapanzano14 maggio 2008
Una pioggia che rappresenta la solitudine e il dolore è lo sfondo di questa poesia, dove la scena è data da uno specchio che riflette memorie del passato e due sedie vuote, mute testimoni di una realtà ancora presente e viva dentro di sé... bellissima poesia
