A PaPà

Che colpa ne ho
se ti sento così distante
E' la stessa colpa che non hai
per essere così diverso
Un tassello che ti manca
uno che avrei voluto tu avessi
un altro che manca a me quando ti umilio
ti ferisco
ti condanno
Siamo due binari
uguali
di ferro e lamiera
vicini
ma intoccabili
Sei il mio televisore in bianco e nero
che non riesce a darmi colori
Colori che forse non ti avrebbero reso così
Sei un bambino capriccioso la vuoi vinta sempre tu
Io con te ho perso
...come può perdersi nell'aria e cadere al suolo
l'ultima foglia di un vecchio albero spoglio...
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Commenti (2)
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Massimo Chiusi16 maggio 2008
Un padre che non lascia dialogo e crescita in un rapporto è questo che leggo in questa poesia, triste e bella.
Marisol5816 maggio 2008
Da questi versi traspare il rapporto conflittuale con il proprio padre ma anche l'affetto e la disponibilità di cercare comunque di mantenere vivo questo rapporto. Molto bella.
