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Sociale 18 maggio 2008 · lettura 2 min · 5376 letture

Nuova schiavitù

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Michele Serri 398 poesie pubblicate
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C'era una volta lo schiavo che nasceva schiavo mangiava e beveva e in cambio lavorava mentre subiva l'oggi non pensava al domani l'esser schiavo era dato in sorte e sarebbe cessato soltanto con la morte c'è adesso lo schiavo che non si crede schiavo ma guardando ben nel fondo tanto non è cambiato il mondo vien subito educato e quindi indottrinato e s'offre infine volontario al dominio autoritario tanto che dell'esser schiavizzato quasi si ritiene fortunato va in giro a capo chino chiedendo un posticino vien schedato e analizzato poi a lungo interrogato se si mostra preparato gli dan l'apprendistato ma lui si sente libero e di questo ne va fiero ha il suo posto di lavoro e potrà viver con decoro potrà mangiare e bere e qualche vizio accontentare ma quando tutto avrà pagato ben poco gli sarà restato si richiede bella presenza è pretesa competenza che rida con sapienza e sia serio all'occorrenza mi dia la lista della spesa per ogni sua pretesa anche per le domande più balzane ci siam noi delle risorse umane il nostro catalogo è già pronto e possiamo far lo sconto abbiamo un vasto repertorio ed ogni tipo di accessorio le servon dieci tornitori o forse un paio di dottori o gradisce un avvocato o le basta un diplomato non c'è nessun problema guardi pure il nostro schema e per ogni sua proposta abbiam pronta la risposta son tutti belli preparati pronti per essere inquadrati entreran nel meccanismo con perfetto conformismo se avrà qualche problema non si faccia alcun patema con un bel licenziamento si risolve tutto in un momento si senton liberi e ne vanno fieri ma di cosa sia libertà han smarrito ogni facoltà fan la loro parte senza scombinar le carte per non sentirsi vinti si son autoconvinti che quella sia virtù e non solo schiavitù.
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Commenti (4)

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Marisol5818 maggio 2008

E' cambiata la forma di schiavitù ma la schiavitù è rimasta, forse non si viene più frustati (almeno in Italia) ma davvero il senso della libertà sta scomparendo. Che dire, proprio una bellissima poesia che fa riflettere molto sulla nostra attuale società e sull'attuale mondo del lavoro.

Carla Casu19 maggio 2008

”per non sentirsi vinti si son autoconvinti che quella sia virtù e non solo schiavitù”... chiusa magnifica, da sola vale quanto l'intera poesia; che tocca moltissimo perché terribilmente vera!

Nicola Steva19 maggio 2008

L'autore non ci da nessuna speranza: sembra che niente sia cambiato ma l'aspetto dell'odierna schiavitù è peggiore di quella reale. A ben vedere la situazione è quindi peggiorata e destinata a peggiorare... Mi vedo daccordo con queste belle rime messe insieme con giusta ironia.

Mr Taarces Caifmonac9 ottobre 2012

Mi trovo a condividere appieno quanto da te scritto e la. crudezza realistica con cui l'hai deciso di esprimere. La schiavitù odierna è, probabilmente, persino peggiore di quella antica, poiché è schiavitù della mente, del pensiero, ovvero ciò che più caratterizza un essere umano... Sei uno dei pochi autori "con le palle" in questo sito, e sono contento. che qualcun altro, magari sotto forma e metro e ritmo differente, esprima contenuti ai miei affini... Se hai tempo, leggi tra le righe di molte delle mie poesie, e capirai, credo... Saluti e complimenti, Taarces