Soffi di pensieri passeggeri
E cosa me ne faccio
ancora
dell’aria
quando non ho il coraggio
di respirare.
Respirare
non da sola,
almeno.
Prestami la gioia.
(è quello che ti chiedo rimbalzando tra l’eco delle mie parole)
Stai con me.
Mentre l’alba soffocata
emette gemiti
rilucenti,
scalpitando nelle viscere della notte.
Stai con me.
È quest’umida terra
in cui affondano
le radici della memoria,
è quest’umido sottosuolo
che trattiene geloso
la linfa delle carezze,
il terreno su cui ci tocca
giocare.
Una sfida contro l’assenza,
forse?
Ma è un debole tempo
che mi riporta
a camminare
nel crepuscolo
della solita via per casa.
Chiavi che non possono aprire
le porte del sogno,
ci toccherà
ancora una volta
scavalcare la staccionata,
impigliandoci
nei nostri limiti.
Stai con me,
quando atterro
con un tonfo
su queste gambe fragili,
scomposte.
©
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Commenti (2)
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Cristina Khay19 maggio 2008
Testo molto bello, ben curato, scritto con forza espressiva. La forzata suddivisione in versi ne smorza però la morbidezza, interrompendo l'armonia ed oscurando a tratti la naturale luminosità di questa prosa.
Zima19 maggio 2008
un testo, questo, che si fa leggere fluido e scorrevole, un dialogo solitario (non è un controsenso) tra l'autrice ed un ipotetico amante. se anche il linguaggio utilizzato può ricordare quello di una prosa spezzata in versi, ogni parola e frase è così altamente poetica di per sè che non dubiterei nemmeno per un istante che questa non sia poesia! molto piaciuta!

