Vecchio
Antonio Sammaritano
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Vecchio
Cosa significa diventare vecchio?
Veder più chiaro con la cateratta
e capire che i barlumi del passato
come di cioccolato sono l’argentea carta?
Dare le spalle a chi ti trascina
da mille anni senza sputarti mai?
Su una sedia con le ruote nuove,
per non farle dispetto, evito il suo volto
perché, e troppo poco, le ho rivolto il petto.
Andiamo in quel posto, al fiume mascherato
da un remoto sole che guadi nascondeva
e, dall’altra parte, non si scorgeva riva.
Come vitelli sotto possenti madri,
sotto oleandri musici omertosi,
chiedo un po’ d’ombra e un libro di ricordi.
La stessa rana e la stessa biscia
ripassano dal plaid senza salutare...
All’amo innescato con una mosca immobile
so che nessuna trota potrà credere mai.
E parlo con quella che mi sta di spalle:
sollecito puro per sentire la sua voce,
e le mie braccia vedo ancor più corte.
Rovinerei le acque del suo fiume
che arretra perché l’ho derubato
di una bellezza nuotandoci da ratto;
E non attenderò cadaveri passare
né di nemici, né di conoscenti :
l’ultima freccia della mia faretra
sibilerà nobile, ma da un altro arco.
©
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L'autore
Antonio Sammaritano
Antonio Sammaritano nasce a Mazara del Vallo nel 1960 dove è sempre vissuto.Separato, ha due figlie che adora: Clara (la prima a cui sottopone in visione i suoi lavori) e Giulia. Dopo l’esperienza universitaria inizia ad insegnare in forma privata Matematica e informatica di base. Oltre alla letteratura ama dipingere,
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