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Introspezione 19 maggio 2008 · lettura 2 min · 1166 letture

Vecchio

Antonio Sammaritano 134 poesie pubblicate
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Vecchio Cosa significa diventare vecchio? Veder più chiaro con la cateratta e capire che i barlumi del passato come di cioccolato sono l’argentea carta? Dare le spalle a chi ti trascina da mille anni senza sputarti mai? Su una sedia con le ruote nuove, per non farle dispetto, evito il suo volto perché, e troppo poco, le ho rivolto il petto. Andiamo in quel posto, al fiume mascherato da un remoto sole che guadi nascondeva e, dall’altra parte, non si scorgeva riva. Come vitelli sotto possenti madri, sotto oleandri musici omertosi, chiedo un po’ d’ombra e un libro di ricordi. La stessa rana e la stessa biscia ripassano dal plaid senza salutare... All’amo innescato con una mosca immobile so che nessuna trota potrà credere mai. E parlo con quella che mi sta di spalle: sollecito puro per sentire la sua voce, e le mie braccia vedo ancor più corte. Rovinerei le acque del suo fiume che arretra perché l’ho derubato di una bellezza nuotandoci da ratto; E non attenderò cadaveri passare né di nemici, né di conoscenti : l’ultima freccia della mia faretra sibilerà nobile, ma da un altro arco.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Prima di ogni cosa tengo a ringraziare Sissy, Angela, Lina e il simpatico Rivoltato nonché gli altri amici del sito che hanno rivolto attenzione alle mie poesie.
Rispondo subito ad Angela e Sissy per la comune e legittima domanda sperando di poter essere al meglio più chiaro.

La faretra con le frecce di cui è rimasta l'ultima, in considerazione della tematica, è la metafore delle mie potenzialità (sentimenti compresi) scagliate in gioventù per mancanza di esperienza probabilmente, verso bersagli illusori, miseri e insignificanti sotto il profilo umano. L'ultima di cui accenno (speranza ultima) la chiaramente la riserverò per un ”bersaglio” che possa meritarsi e meritarmi quello che intendevo con la metafore delle frecce. Se non mi arriverà mai a ”tiro” non potrò che lasciarla per dove è ma evitandole di sicuro la fine delle altre.
a tutti gli amici di scrivere,
Antonio20 maggio 2008
L'autore
Antonio Sammaritano

Antonio Sammaritano nasce a Mazara del Vallo nel 1960 dove è sempre vissuto.Separato, ha due figlie che adora: Clara (la prima a cui sottopone in visione i suoi lavori) e Giulia. Dopo l’esperienza universitaria inizia ad insegnare in forma privata Matematica e informatica di base. Oltre alla letteratura ama dipingere,

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Commenti (2)

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Rivoltato19 maggio 2008

metafore ardite e stile molto originale ed espressivo. Mi piace

Angela20 maggio 2008

non mi sono chiare le intenzioni dell'ultima freccia rifiutando la rassegnazione quale è l'altra opzione?