Il tramonto del mare
Hai cosparso il mio Silenzio di sospiri,
e di carnali e immaginari olezzi
hai addobbato il cuore sbiadito.
Hai sventrato le mie inesperte parole
per farcirle d'Incanto
e con crepacci sfondati
hai fustigato i miei verbi incorrotti.
Hai flagellato l’agguerrita Apatia
martoriandola di flashback
e hai giocato con l’Abbondanza
ridendo del suo autistico straripare.
Te ne sei andata con Bellezza
ripulendomi di Poesia.
Sei ricomparsa al di qua della Ragione
nel momento in cui non eri più Domani.
Hai sprigionato ancora il Silenzio
da dove ascolto il fragore del tuo mare,
e hai liberato la battigia
cospargendola di ori raffinati.
Sei ritornata anche senza volerlo
nei relitti lungo la riviera,
e ho invocato il Tramonto del mare
desiderando la Carne o l’Addio.
©
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Commenti (2)
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Triste21 maggio 2008
Amore misto a delusione, immagini su immagini... di un'infinita tristezza. Splendidi versi che immalinconiscono.
S
Silvia Po22 luglio 2008
Le insistite anafore ben rendono l'incalzare di una presa di coscienza di cosa rappresenti questo amore. Splendidi i versi centrali, "nel momento in cui non eri più domani". Dopo l'Incanto, dopo i sospiri, ritorna però il silenzio, che rende più acuti i rumori del mare, mette l'io, solo, davanti al mare che l'altra rappresenta. Alla fine è come se si invocasse la fine di un circolo vizioso che dall'amore sembra sfociare in senso di privazione, di desiderio inappagato. O la Carne o l'Addio. O un amore vero o il tramonto dell'ideale, delle illusioni. Poesia sentita, bella, sofferta.

