Per quanto ancora?
Quanto tormento per chi non sente più la fame,
per chi di lacrime la traccia ha sol rimasto,
per chi del male ch’al sangue ha ricevuto
ed innocente muore, perché gl’è dato guasto.
Quante parole dette e non di fatti all’alto clero,
demandare al popolo di ciò che stesso ha dato,
ma non di quello ch’ha raccolto lui devolve,
cede il poco, l’altro và per lustri del prelato.
Quanto la preghiera placa il pianto del Bambino,
non contan sortilegi o porre strenne a Santi,
o far dimostrazione, per politiche insensate
nel dar diritto a chi, cagiona morte e pianti.
Quanta voracità trabocca chi nel vedere e tace
e chi per quanto vede, a quel che guarda,
gira lo capo e di soppiatto coglie denari,
al fin disporre ch’altri, han da tirar la corda.
Quanto truce e vile nel dir ch’amor evince,
chi nel brandir potere l’altrui mette miseria,
non cede ai sentimenti per chi di fame muore
e nell’usar la forza cede, dove ci vuol il cuore.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Vincumali
Nato a Lugo di Ravenna, 11 febbraio 1951. Progettista meccanico, debbo dire che il mio lavoro è molto soddisfacente per creatività. Amo la pittura e scultura, ogni tanto cerco di riprendere la mano facendo qualcosa, l'ultimo mio lavoro in pittura è un affresco in camera da letto, in scultura è una foglia di cedro in ra
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
