Notte di cuori
C'è un eco nuovo che grida
poco più d'un silenzio spento,
s'affaccia nella notte tremula
conscio del non essere solo
Nel buio è chiaro il suono
d'una giostra di sussurri,
lamenti che ritmano i passi
del tempo che cambia intorno
La luna brilla per tutti
cullando fermi e gitani,
negli alberi, rifugio dei gufi,
sui fossi, teatro per grilli
Il latrato stanco d'un cane
appeso alle proprie pene,
concilia quelle poche lucciole
nascoste dal fresco che duole
Sorge luce in un brusio d'api
che insonni frugano nei glicini,
mentre sotto il mondo muove
sulla scia di quel bagliore
Alta nei campi l'erba cresce
sfruttando il vento per piangere,
lacrime di pelle mattutina
che il sogno sveglio disseta
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Commenti (1)
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Filippo Salvatore Ganci26 maggio 2008
Il lettore viene catturato dai versi e trasportato sino alla fine, percependo il sentire dell'autore o autrice. Apprezzata la struttura!
