Epitaffio di dolore
ossessioni della notte,
fitte del cuore
di un'immagine cara...
troppo... stravolge
il suo volto che non vorrei ricordare...
mi accarezza il viso, la sua mano
che stringer ancora vorrei...
agonizzante urlando il suo nome...
pazzia...
è forse questa?
rispondete per favore... una sola...
angelo dolce
delle mie oscurità... continua
ad illuminarle,
...continua...
voce strozzata che muore
in gola) è questo
il "dolore"?
pianti eterni... i miei?
o i suoi? "ma, se, forse"?
domande... quante... troppe.
eppure ne cerco una...
di risposta intendo...
cuore, cuore mio,
che cuore più non ho... terrificante
l'amore che troppo,
nullo diventa...
tristezza infinita, in questo
cielo che tanto infinito, ma tanto
ci separa... il tempo
la nostra maledetta rovina...
eppure ti amo...
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Commenti (1)
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T
Thomas25 maggio 2008
il verso finale sembra una rivisitazione del galileiano ”eppur si muove”. Mie considerazione sciocche a parte... bella poesia =)