Solo un rito
Res publica,
più di nome
che di fatto.
Pubblico il dissesto,
privato l'uso,
nonché l'abuso.
Tradite le speranze,
da resistenza partorite,
con l'interesse collettivo
sbranato da quello soggettivo.
Dopo la prima,
è arrivata la seconda
ed ora c'è la terza
e di poco la musica è cambiata,
ma solo peggiorata.
Caduta la monarchia,
non solidal democrazia,
ma vorace oligarchia.
Un kafkiano modello
di settarismo programmato
il patrio ostello
è diventato.
Il re è nudo
ed il vaso dei valori
è adesso vuoto
e soltanto un rito
restan le parole
ogni anno ripetute.
L'orrenda metastasi
è così avanzata
che non pare soluzione
all'immane corruzione.
S'anela un guaritore
e lo si vuole dittatore.
Incapaci di democrazia
come sola via
non resta che voglia
di nuova ”monarchia”.
©
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