Ciao... (-mattine sbiadite-)
Nel limbo del giorno
un istante sfuggo a me stessa
nell'umido ricordo
d'un pensiero
di esserci e non volerci.
Pretese, attese contese
distese su giorni incatenati.
Apro l'armadio
e ripenso a un colore velato
carminio o amaranto
gettatto
come lieve lenzuolo
su volti sconvolti
raggianti
arrabbiati
o solo che sfuggono
gli sguardi
di amori rubati.
Accarezzo una stoffa
è morbida e fresca
attende appena lavata
intrisa
di un estate di giochi
passata
la infilo con fare
normale
e non riesco più a reggere
il peso di quel colore
vivo ed acceso
ricordi sul mare
di corse
di istanti inventati
scordati
riposti
perduti
...
Rivivo il colore che
indosso
con nuovi calori
che mi porto addosso
con nuovi profumi
che lascio parlare
al mio viso
che in un istante
di un rosso
scottante
si veste.
Sfilo allora la maglia
di corsa
come se fosse di fuoco
visto vestire senza
malizia
a stelle marine
ibiscus
a tratti in qualche strelizia
il rosso dei lacci
ai capelli
dei vestiti leggeri e
velanti nei
pomeriggi estivi
senza sfumature
cangianti
ed ora rivela ai miei occhi
quell'espressione
del sole che accarezza la notte
di rossa passione.
Ripiego su un verde unpo'smorto
più degno e consono
ad un mattino
unpo'imbronciato
mentre il mio vecchio vestito
si rannicchia sul letto
con qualche laccetto
che vaga randagio sulla coperta.
Era solo un colore
che in un istante
mi ha fatto sentire quanto
tu fossi distante
per non poter ridere insieme
di quell'assurdo
vestito
chiudere gli occhi negli occhi
e non starci a pensare.
©
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