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Riflessioni 2 giugno 2008 · lettura 1 min · 1368 letture

Epigramma

V
Valentino Mazzuca 16 poesie pubblicate
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Perdonami, Emma, se debole giunge il mio verso all’umile, candida pietra... Tu non ricordi l’oceano e il nugolo di capinere tra i gattici, i limpidi greti: da tempo il silenzio suggella questa carioca d’automi (chi oserebbe chiamarli – uomini?) Fugge, talora, dai monti il brivido di piogge serene (avida, la Vita vi s’imbeve, di trionfi, dolori artefice gelosa) e veste d’una tormentata bellezza le lagrime di chi, quaggiù, s’illude... Riposa, pur luce d’un’ombra: lassù, è l’armonia, speranza di vivere ancora, lontano... (E forse conforta l’ipotesi d’un Paradiso, che riveli la certezza d’esser già morti senza saperlo...) “... vado più in su, ma poi precipito... ” (Nardo, atto primo)
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(Sul Preludio no. 20, op. 28 di Frédéric Chopin)

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L'autore
Valentino Mazzuca

Nato ad Ascoli Piceno il 7 febbraio del 1989, ha frequentato il liceo scientifico A. Orsini, nutrendo, tuttavia, un sempre maggior interesse per le materie umanistiche. Nel 2017, ha conferito la Laurea in Filologia Classica e Moderna presso l'Università dell’Aquila con una tesi in Letteratura Latina Medievale e si è di

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Commenti (1)

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Phersu24 giugno 2008

Non conosco questa opera di Chopin, ma credo che il tuo epigramma sia stato ispirato da colui che era chiamato ”il poeta del pianoforte”, il più grande pianista polacco e forse di tutti i tempi. Mi piace questo tuo linguaggio classico, bella questa composizione.