Dialogo
Presso un'urna greca
Suggi la luce – straziata ormai dall'amata armonia,
tra gli umili bossi d'onorate pianure –
languendo, invitta all'oltraggio,
nella svestita pietra – ah, gioia bramata!
Geme – non n'odi la consolazione, o Pasifae? –
la pallida, tacita luna
nell'incenso ch'esala dall'arido mare –
La libertà merita, forse, compianti?
Mida
«Io? – vanità della notte,
tra i gelidi calli della barbara Frigia –
Ove son le tue promesse, spergiuro?
L'eterna fama, il regno, l'onore? ...
Nessun sicomoro, rinnegata l'Aurora
e abbandonato l'aspro prunaio del Sole,
sarà d'usbergo alla bufera d'argilla,
ma il Mare, di mirti cinto, e d'odorosi tigli fioriti... ».
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L'autore
Valentino Mazzuca
Nato ad Ascoli Piceno il 7 febbraio del 1989, ha frequentato il liceo scientifico A. Orsini, nutrendo, tuttavia, un sempre maggior interesse per le materie umanistiche. Nel 2017, ha conferito la Laurea in Filologia Classica e Moderna presso l'Università dell’Aquila con una tesi in Letteratura Latina Medievale e si è di
Commenti (2)
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P
Phersu24 giugno 2008
Componimenti dal suono elegante ed armonioso, con un linguaggio classico che a me piace moltissimo. Mi ricordi Kavafis con queste due poesie. Molto bello l'ultimo verso di ”Presso un'urna greca”, ha il tono della saggezza e della antica Madre Filosofia.
Fabrizio Raccis Darko25 agosto 2008
poesia elegante e raffinata, coglie l'antico senso poetico d'un tempo. piaciuta!
