Accorciando cime
Mi metterò in cammino nella brina
che al mattino lascia l’aria di novembre
a passo lento, sotto l’ombra di un tuono
invocando un sole spento a riscaldare
appena il suono di un addio.
il bavero alzato, un ombrello storto
ed un fagotto in spalla che sbriciola
illusioni, fantasia che nel vento
s'attorciglia all'aspro sapore di realtà.
Porto una corda per cintura
e tanti nodi quanti sono i sogni
che faccio stretti tirando con le dita
ad uno ad uno quando ascolto il mare.
Anche se non c’è lo voglio immaginare
raccolto in palmi di conchiglia
-Ad occhi chiusi, accorciando cime-
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Zima
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
