Garbatella
Scendo le scale e son fuori casa
una luce ormai tenue invade la sera.
E un insolita calma fa da cornice.
è diversa questa sera dalle altre
o è la stessa e il cuore è mutato?
ma l' animo è sereno.
Se la vita è una sola
inutile sprecarla in un soffio di rabbia.
Meglio è guardare dall'alto
i fiori
e le tempeste che cadono dal cielo
sapendo che domani comunque
o tra la neve o nel cielo azzurro
un altro sole
lo stesso sole risorgerà.
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Commenti (1)
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M
Marina Como10 giugno 2008
Una poesia dove lo sfondo della rabbia è pervaso da malinconica rassegnazione. Molto bella la frase ”guardare dall'alto i fiori” per chi come me subito immagina la collina della Garbatella su per la stradina piena di fiori che sporgono ed il sottostante parco della basilica di S Paolo. Un linguaggio pacato e discorsivo come il presupposto del poeta di placare la rabbia per lasciare che i giorni scorrano sereni malgrado le sfide che la vita propone e ci cambiano il ”sole”.