Roma Taranto
Arrivo alla stazione,
tra lingue e volti ignoti,
d’ogni parte del mondo.
Parto da Roma col treno,
a Napoli scendono loro,
gli ultimi prima di Eboli.
Salerno, Bellamuro e Potenza,
entriamo e scendiamo noi,
inconfondibile gente del sud,
con la valigia in una mano
famiglia e ricordi nell’altra,
stretti nel pugno,
sempre presenti,
dovunque noi andiamo.
Grassano, Ferrandina, Metaponto
tra i monti, le case lontane
ci guardano da sopra i colli
e le finestre salutano
specchiando gli ultimi raggi del sole.
E dopo i pini sdraiati,
che riposano in riva allo Jonio
i tubi fumanti dell’Ilva,
le luci specchiate nel mare,
e quell’aria calda
frinire di grilli e cicale
ti fa sentire a casa,
lontano dal mondo,
Ormai è già Lungomare
e due immobili marinai
sventolano i loro berretti:
Bentornato a Taranto!
©
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