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Satira 14 giugno 2008 · lettura 1 min · 1196 letture

Processo ad uno scrittore del 17 agosto 2004

Charlo 25 poesie pubblicate
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ORE 15, 56 Signori e signori, è morto mentre i grilli cantavano e la gente coceva al mare salato. Signori e signori, è morto e l’ho ucciso io, con le stesse mani che l’hanno creato, queste stesse mani. Signori e signori, è morto. Non dava noia a nessuno, se ne stava lì, fermo in un angolo della camera, ma ho voluto ucciderlo, cavargli l’anima, le parole che aveva detto e quelle che avrebbe detto a qualcun altro. Signori, mi confesso, sono stato proprio io ad ucciderlo, perché ho desiderato che non dicesse più nulla senza il mio ordine. Signori, sono io il colpevole, si proprio io l’ assassino con l’ atroce colpa. Fu ignobile quel gesto, lo so, ma senza pentimento. Giudice mi condanni mi punisca senza pena e senza pietà, perché ho fottuto il mio pc!
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Commenti (1)

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Angela14 giugno 2008

penso che molte persone ti vorrebbero assumere come sicario