Processo ad uno scrittore del 17 agosto 2004
ORE 15, 56
Signori e signori, è morto
mentre i grilli cantavano
e la gente coceva al mare salato.
Signori e signori, è morto
e l’ho ucciso io,
con le stesse mani
che l’hanno creato,
queste stesse mani.
Signori e signori, è morto.
Non dava noia a nessuno,
se ne stava lì,
fermo in un angolo della camera,
ma ho voluto ucciderlo,
cavargli l’anima,
le parole che aveva detto
e quelle che avrebbe detto
a qualcun altro.
Signori, mi confesso,
sono stato proprio io
ad ucciderlo,
perché ho desiderato
che non dicesse più nulla senza
il mio ordine.
Signori, sono io il colpevole,
si proprio io
l’ assassino con l’ atroce colpa.
Fu ignobile quel gesto,
lo so,
ma senza pentimento.
Giudice mi condanni
mi punisca
senza pena
e
senza pietà,
perché
ho fottuto
il mio pc!
©
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L'autore
Charlo
Commenti (1)
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Angela14 giugno 2008
penso che molte persone ti vorrebbero assumere come sicario

