Sono un prigioniero
Sono prigioniero del passato,
il passato della mia nonna.
Quello con tutte le verdure,
caldo
magari raffermo,
con la sua buona dose di pane
che l'accompagna.
Sono prigioniero di quel piatto
delle sensazioni che
anche una pietanza può dare,
quando viene fatto
e spedito a tutta la famiglia.
Siamo prigionieri tutti
del passato della mia nonna,
un passato nel tempo,
vissuto nella guerra,
nella fame,
nella morte e nel terrore
di non vivere un giorno in più,
un tempo quando
di passati come pietanze
non se ne parlava assolutamente.
Siamo prigionieri del suo passato
dentro al quale rimaniamo legati,
un passato del tempo
tra campi di concentramento
e aerei bombardieri.
Siamo prigionieri tutti del suo passato
che come nella pietanza
mescola tutti i componenti.
Siamo prigionieri di un passato
e non pensiamo forse ad un futuro.
E allora io,
mi ritrovo a sperare di assaporare
un nuovo piatto
che delizierà il mio palato
sperando di non pensare al poi.
©
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L'autore
Charlo
Commenti (2)
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P
Patrizia Chini9 febbraio 2009
l'inizio è esilarante ...ho riso per ben due minuti quando l'ho capita! l'originalità doveva essere preservata evitando le ripetizioni. Snellita e resa più incisiva l'avrei sicuramente votata
Frammento11 febbraio 2009
...siamo prigionieri tutti di quello che è stato... di questo incastro perfetto di voci a regolare un insegnamento, un dogma, una morte e un dolore... Io non aspetto un nuovo pasto, ma mi spoglio per imparare davvero a mangiare... Bellissima

