Capita
Jutta Ruhnke
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A me;
Guardo il vuoto e cerco suo fine.
L'abbandono al pensiero, non ricordo.
Leggo la parola, non capisco.
Inquietudine non reagisco.
Amichevole vuoto, ci sei.
Lasci che il pensiero diventi
un'onda, sempre più alta.
Sepolta il ricordo.
Oggi ti guardo con fiducia.
Amichevole pensiero, ci sei.
Lasci che il vuoto diventi
uno spazio sempre più grande.
Sparita la parola.
Oggi mi stupisco di te.
Parola scritta, insignificante.
Disturbi il vuoto, il flusso del pensiero.
Un ostacolo.
L'inquietudine non vissuta.
Oggi reagisco.
Mancata reazione, ti riconosco.
Finito il vuoto.
Il ritorno del ricordo.
Capisco la parola.
Oggi non cerco più.
Capita...
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L'autore
Jutta Ruhnke
Sono nata in Nord Germania nell’Aprile 1966 e dal 1995 residente in Italia in provincia di Pordenone. Ho iniziato a scrivere per un sogno, per l'amore verso il pensiero e verso la parola, riempiendo un foglio puro che non aspetta altro che perdere la sua verginità. Una grande soddisfazione di comunicare in solitudine c
Commenti (2)
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Salvatore Ferranti5 novembre 2009
Questa è una poesia che merita attenzione, perché esprime benissimo uno stato d'animo che è di tutti quelli che scrivono. Da conservare, e rileggere, ogni tanto, perché fa bene al cuore.
M
Marina Grassi5 novembre 2009
E' una finestra sul tempo che stiamo vivendo: incertezza, insoddisfazione e instabilita'. Anche la sintassi rafforza l'effetto

