Nella buia cantina
Quante ore trascorse
nella bassa cantina
umida e buia
da nessuna finestra
filtrava la luce
rivedo in un angolo
vecchi ritratti
di obliati antenati
stavano in circolo
le piccole botti
ed ovunque bottiglie
su scaffali di legno
era tutto molto triste
ma la sentivo intima
e mi sentivo protetto
l'odore di vino
impregnava ogni cosa
quante ore e giorni
trascorsi in quel luogo
seduto su una panca
guardavo il vino
uscir dalla botte
e entrar nella fiasca
un lavoro di ripetizione
che esigeva attenzione
era una progressione
che mi piaceva
una fiasca dopo l'altra
e la botte che si svuotava
di fiasca in fiasca
era un conto alla rovescia
che facevo da solo
ed avevo uno scopo
giungere all'ultima goccia
tanta era la passione
con cui lo facevo
la tenacia ostinata
con cui resistevo
per sentirmi degno
volevo il tuo plauso
alcune volte
invaso di febbre
tremavo tutto
e stavo rannicchiato
e tutto contratto
e resistevo lo stesso
era anzi un dolce piacere
quel mio resistere
nonostante tutto
vivevo nel mio scopo
non so cosa pensavi
forse mi sfruttavi
e non ti era sgradito
quel mio lavoro gratuito
ma io stavo bene
in quella buia stanza
assorto nel mio scopo
e con la tua intima presenza
andavi e venivi
preso dai tuoi affari
e con lento cicalare
il mio lavoro commentavi
in te sentivo la dolcezza
che altrove mi mancava
sentivo in te quel padre
che sempre avrei voluto
fluivano facili le mie parole
nel tuo accogliente invaso
s'apriva il mio animo
come un fiume in piena
e trovavan in te ristoro
i miei profondi blocchi
tante volte mi chiedo
senza trovar risposta
quanto le nostre parole
son diventate mie emozioni
eri un tipo strano
estroso e sensuale
eran proverbiali
le tue salaci barzellette
che sol chi ti conosceva
sapeva sempre uguali
eri un personaggio
criticato e ricercato
che in ogni compagnia
diffondeva l'allegria
eri sempre il fuoco
che incendiava il crocchio
e con le estrose tue invenzioni
nutrivi gli apatici cialtroni
mi piaceva quel tempo
che mi stavi al fianco
e sentire la tua voce
pacata e naturale
era un'isola felice
in cui trovavo la mia pace
e sciogliendomi nel cuore
parlavo con la mente.
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