I ciclamini
Indelebile sogno
infisso nella memoria
che dentro il cuore
più nulla scalfisce
l'arida realtà
cinica e fredda
del suo pesante velo
ricopre ogni cosa
ma le pure emozioni
ribolliscono dentro
e come un vulcano
squarcian quel velo
per esploder violente
fisse a quel tempo
e l'indelebile sogno
ritorna alla luce
non era un sogno
era un ricordo
ma son irreali
i sentimenti
un bosco incantato
come una grotta
rendevan le fronde
oscurando la luce
correva il torrente
gorgogliante fra i sassi
viscidi d'alga
piallati e lucenti
dilagavan i colori
in infiniti riflessi
accesi e vitali
intensi e violenti
in piccola fonte
umana presenza
nella roccia inciso
un tempo lontano
sentivo avventura
in quella natura
immaginazione e paura
minaccia e mistero
come un condottiero
coi piedi scalzi
immersi nell'acqua
avanzavo fra i sassi
avevo paura
di quella natura
dapprima veniali
quindi mortali
progredivan cascate
sempre più ardite
mi sentivo un nano
davanti ai giganti
mi sentivo un Davide
contro un Golia
nonostante il terrore
trovavo l'ardore
e cercando un appiglio
m'inerpicavo sul ciglio
poi una dolce emozione
nella finale ascensione
fra le alte sponde
nell'intrigo d'arbusti
vedevo quei fiori
a lungo agognati
d'un viola squillante
e d'un profumo inebriante
m'arrampicavo tenace
e mi graffiavo incurante
un dopo l'altro
con cura coglievo
quei piccoli fiori
e più il mazzo aumentava
più gioia sentivo
indelebili
nel cesto della memoria
quel colore
e quel profumo
e risalgon le emozioni
con uguali percezioni
e svanisce il tempo
nell'eterno sentimento.
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia22 giugno 2008
Poesia che fluisce, naturale ed intima nello stesso tempo... personalmente, riesco a concentrarmi meglio su componimenti più brevi... ma questa lirica riesce a farsi seguire fino in fondo. Piaciuta
