Estate di sciacquapalle
Sciacquapalle canaglie
in delizie immeritate
su scie d’usurpaggi, raccomandazioni
lasciate stare d’elogiare il sole
satellite di lucifero
in spia a clienti claudicanti
da segnalare al falco pastore
che l’indirizza cucinati agli inferi
-Per voi poesia, assemblaggio d’aggettivi
roboanti che piace sentirvi dire
per condire l’ozio genetico,
invece diventa retorica da falciare
quando insidia coscienze marce
custodite in gloriose farse
-Chiedete al catramista
icona Dantesca
tifoso senza partita
forzato rosso-nero-giallo
che asfalta vostre vie, crocevie di deliri
cosa pensa di quest’estate
anticamera per lo spiedo
-Mi chiedo come mai figure tramutate larve,
casellanti, benzinai, netturbini e camerieri
addirittura compiaciuti a zerbini
non abbiano scatto d’orgoglio
e bruciare con bestemmie alla vita
in certi punti il mare o a spararsi
eroici porre fine a stolture
un colpo alla tempia
sottraendosi dal servire a catena
prolifici parassiti fin sotto ombrelloni
ove serafici disquisiscono in compagnia
di troie in postura da principesse
con giornali magnaccia
bibbia evoluta, alla mano
di porcillaie gossip, poste esempi
...elogiate amori da pregare
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Da:Sorrisi Pignorati
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia28 giugno 2008
Poesia fortemente condivisa... italiani, popolo di mormoratori in pantofole... piaciuta nelle sue tinte aspre, nella sua condanna senza false compiacenze
