Dieci bimbi spicciolati in un campo...
Non ci nasconde più
Come allora
La nebbia.
Dieci bambini
Spicciolati in un campo di calcio
Che appariva enorme
Infinito
Il gioco era nasconderti
Cercare, trovarsi
Senza ripari
Perché c’era Lei, la Nebbia
Dove,
nell’attesa del nemico,
S’imparava con il fiato a vapore
La solitudine.
Oggi il campo lo vedi per intero
E i bimbi sono a casa
Riparati dal freddo
E dalla felicità
Lei intanto
Non è più sovrana
Non regna più
È rarefatta, trasparente
Non ci si nasconde
Un bel niente
In una nebbia così!
Se n’è andata come le lucciole
Che danzavano
Nei nostri campi
In estate
Belle da farti sgranare gli occhi
Una gran voglia di catturarle
(Con una fifa blu di prendersi la scossa)
Metterle sotto un bicchiere
Ed aspettare il miracolo.
Ballavano scomposte, era un gran disordine quello sciamare
Ricordate?
E l’una diceva all’altra
“hai sbagliato il passo”
e l’altra indignata
“non ho sbagliato affatto,
non lo vedi che sto inventando una nuova danza? ”
Non sempre e nemmeno spesso
Ma capita di fermarsi un attimo
E subire l’incanto della nostalgia
E dirsi piano
Sottovoce
Quasi fosse una piccola viltà
Una vergogna inconfessabile
Che tutto questo
Mi manca.
©
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Commenti (1)
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Rosy Marchettini1 luglio 2008
molto bella questa poesia che ci riporta bambini, che in semplici giochi vi si trovava la gioia ed il sorriso illuminava i nostri volti! Le lucciole, ah, si loro con quello sfregare le loro ali procurano una luce quasi ad intermittenza come le luci dell'albero di natale! Ancora oggi nei boschi vivono, ma pochi osservano il loro dolce danzare! Brava l'autrice che con leggerezza ci ha portato nei giorni di ieri forse dimenticati! Letta con estremo piacere
