Il gioco assurdo
Pronuncio il tuo nome sillabando
ché duri a lungo come ”donatella”,
sol basti per cadere in estasi
nel tiremmolla del gioco assurdo.
Incrociando il tuo sguardo, persisto,
intensamente esplicito che voglio,
lo chino solo per mirar il seno
i cui frutti cremosi non disdegno.
Mi struggo per la tua carne sfiorita
con qualche segno e crespa tra mollezze.
Offri baci celati, occhi dolci.
©
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