Tanja
Come balsamo, serbo memoria
di quella carrozza, a Mosca,
ove sentii i tuoi seni
e lisciai duro le tue cosce.
Tu interdetta tollerasti
e fremeva tutto il tuo corpo;
ti costrinsi in cantina,
ma ti negasti in nome di Julca.
La tua costante presenza
rende evidente l'impotenza
del mio corpo malato, ma vivo,
tra queste mura chiuse da sbarre.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!