”Su me ti inclini”

è calda la notte
mentre noi
mano nella mano
entriamo nella nostra tana
a luci spente
a passi lenti
con lo sguardo rivolto verso il basso
e la timidezza si fa largo
apre le porte delle camere dell'amore
scivola, scivola piano quest'indumento che copre
inibisce, disperde le voglie
e come in un palco di orchestra
il mio maestro
ordina a se stesso
di suonare...
e le sue dolci dita
sfiorano il mio corpo
possedendomi
come un pianoforte
slacciando le corde del mio violino
irritando le mie corde vocali
e ad occhi chiusi
immagino e sento la sua voglia di me,
nei gesti lenti
che fremano dal desiderio
nelle parole calde sussurate all'orecchio
e i caldi abbracci
che la notte rende eterni
suonami
ora
subito
perché domani
possa io ricordarmi di te
di te che su di me
lanci segnali di passione
di te che su di me
sudi la frenesia
di te che su di me
liberi te stesso
di te
che su di me ti inclini
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Commenti (1)
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Stellaerratica6 luglio 2008
un po' ripetitiva la fine anche se gioca con le parole, devo dire senza tanti giri di parole che mi piace per come è strutturata la metafora erotica sulle note della passione. sì, non volgare, sensuale, piccantina, piaciuta. forse un pochino la forma si potrebbe eventualmente rivedere. però apprezzo.
