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Erotismo 6 luglio 2008 · lettura 1 min · 10239 letture

Obbedienza a Venere

Emanuele Saccardo Figlio Di Cl 195 poesie pubblicate
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Come fosse alba, sino ad esser terra giungono i tuoi occhi da mari lontani, così anche i tuoi sapori mistici di donna sopra ogni altra donna si piegano e s'intrecciano ai miei uomo che si fa stupore, stupore che si fa piacere, piacere che si legge amore nell'amplesso. Incatenasti la mia pelle, per lucchetto usasti labbra e gemiti; mi abbandonai così all'eterno obbedirti.
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L'autore
Emanuele Saccardo Figlio Di Cl

Marcel Proust ha detto: "L'unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi ma nell'avere occhi nuovi". Ecco, ciò che ho di fronte allo sguardo è uguale a ieri, ma non è più come ieri; spero di non dimenticarlo mai più.

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Commenti (3)

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Stellaerratica6 luglio 2008

erotismo molto soft nella prima parte della poesia, diventa un po' più ardito (nemmeno troppo) nella seconda parte. l'inclinarsi dell'uno sull'altro viene lasciato all'immaginazione. gli ultimi 4 versi sono carini, soprattutto ”incatenasti la mia pelle, per lucchetto usasti labbra e gemiti”: proprio belli.

J
John Truecooks6 luglio 2008

Per un uomo la propria donna ha sempre qualcosa di particolare ed esotico. Con eleganza e stile raffinato l'autore lo descrive utilizzando riuscitissime immagini.

Cristina Khay6 luglio 2008

Questa è, a mio modesto parere, una ”signora poesia”. Incatena il lettore dal primo all'ultimo verso con la sinuosità del ritmo e le atmosfere intense che la spirale discendente delle parole sapientemente usate evoca, suggellando così l'eterno patto tra le emozioni e la Poesia.