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Sociale 10 luglio 2008 · lettura 2 min · 1050 letture

Un tempo

V
Valerio Meledandri 2 poesie pubblicate
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Al tempo in cui si chiedeva “Lasciami indovinare quanti piedi hanno avuto le tue scarpe”, al tempo in cui i pantaloni erano stati del signor parroco don Tale o don Talaltro o del signor Battista, funzionario ministeriale partito dal paese nel 1898, al tempo in cui il pane indossava l’ordinaria forma della fame, al tempo in cui i panni giocavano nel fiume ogni lunedì dopo la domenica, al tempo in cui le toppe viaggiavano sul culo dei servi e dei padroni senza troppe domande sulla moda, al tempo dei sorrisi dietro la mano dai balconi di genitori intransigenti, al tempo dell’annuale sacrificio del suino con le urla sue e quelle dei bambini, al tempo delle olive, delle schiene ricurve e dell’olio come oro nelle giare antiche, al tempo della mela rossa e tutte le sue ospitanti abitazioni per un equo numero di benvoluti vermi, al tempo delle dispense con le chiavi, dei libri letti con occhi semianalfabeti, dei camini con le sedie in semicerchio, dei ripetuti, urlati, sognati e mai appagati “Me ne andrò a cercar fortuna”, dei puntuali e crudeli “Sì, ma per ora sta’ qui e lavora” Al tempo dei nonni dei nonni.
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Garantisco sotto la mia diretta responsabilità che il nome proprio di persona "Battista" è frutto di pura immaginazione. Valerio Meledandri Dal videolibro "La bella vista della camera 70"

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Valerio Meledandri
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Commenti (1)

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Marina Como10 luglio 2008

Un linguaggio semplice e diretto che rispecchia la vita di un tempo. Ogni verso, anche se posto quasi in forma elencati va, lascia trasparire evocazioni. Una poesia in cui la lettura viene posta tra le righe. L'evocazione di ognuno trova spazio in una grande poesia che nulla tace, se non i ricordi del lettore.