In Morte Di Gianfranco
Francesco Pozzato
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Sul far del dì, esala
l’estremo suo sospiro
quel vecchierel canuto
che tante risa e tante
pensier c’ha dato in vita.
Con la serenità
ne li occhi se ne va,
il dolor mitigando
de la povera moglie
sua che in cor suo sa
che l’amato marito
or per sempre vivrà
nel ricordo di tutti,
di chi lo ha amato,
di chi lo ha odiato,
di chi con lui gioiva,
di chi a tacer lo mise.
Io tardi, troppo tardi,
conobbi il tuo pensier,
capii la tua essenza,
capii il tuo esser libero.
Vedevo in te, o Gianfranco,
quel che il padre e la madre
sempre m’hanno insegnato:
semplicità e vero.
E del poco che di te
compresi sempre il cor
si feliciterà.
Ora infin te ne vai,
consunto ne le membra
dai piaceri infidi
ai quali ti lasciasti.
A te, che sì hai saputo
a le iniquità opporti,
sale il mio saluto,
laddove ti verrà
il giusto onor dato,
laddove nessun altro
che te farti tacer,
qual tiranno, potrà,
laddove quei mali
di cui quivi soffersi
non ti recheran noia:
ch’ora tu potrai
per l’eternità accendere
l’amata sigaretta.
Possa il Potente Iddio
tra le Sue Braccia accoglierti,
canuto vecchierel.
©
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L'autore
Francesco Pozzato
Francesco Pozzato nasce a Vicenza l'8 Febbraio 1990. Frequenta le scuole inferiori nel suo paese, Sandrigo, con ottimi risultati. Decide quindi di iscriversi presso il Liceo Scientifico J. Da Ponte di Bassano del Grappa, dove matura col massimo punteggio. Tra la 3a e la 4a Liceo muta considerevolmente interessi, passa
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