Ballata delle estati limpide
Socchiudi le palpebre,
ora,
cosicché il sole possa filtrare tra le tue ciglia
lunghe, di seta.
Sei come terra fertile,
che molle sotto il passo incerto
sprofonda accogliente,
umida di pioggia dorata.
Vorrei che fossimo fresco vento,
per intrufolarci attraverso le finestre
e giocare con le notti afose,
giocare con le tende leggere
che svelano in trasparenza
il colore dell’alba.
E poi soffiare sulla fronte
Imperlata di sudore
Di quei due ragazzi
Che ancora si rincorrono
Per i cieli immensi.
E danzare in controluce
Per confondere i tratti della gente,
e rotolare
come ciottoli impazziti
lungo i fianchi degli amanti,
lungo la circonferenza
- infinita –
della sera
bagnata di estate.
Ma i sorrisi ebbri
Che si perdono
Sui fianchi ampi di una spiaggia
Portano,
lenti,
il salmastro odore di una rugiada nuova,
fresca,
che si sdraia vicino alla mia schiena.
Le tue mani, intanto,
giocano con i raggi tiepidi del pomeriggio,
intrecciandoli.
©
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