Koukounaries
Una lingua bianca a mezzaluna
è il piccolo teatro d'avventura,
dove creammo un nido anomalo
orfano del tramonto soltanto
La fresca sabbia ci accoglieva
tra gli scogli sotto la selva,
le code degli ultimi schiamazzi
sul nostro improvvisato pic-nic
La tua indole disinvolta
urtava col mio pudore,
che furtivo si nascose
tra le onde d'una cartolina
Un bagno spoglio di coerenza
così bello che non ha aggettivo,
sfocia nel baldo abbraccio
che un bacio l'anima frattura
Sulla baia sfumava la sera
contando le luci che accendeva,
solo i tuoi cerulei colori
dettavano nel cuore un sirtaki
A piedi lungo la gioia
tenevamo per mano i sorrisi,
quel sapore era già amore
eterno perché ancora sospeso
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Commenti (1)
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Mirella Crapanzano19 luglio 2008
Una bella poesia, immagini fresche, melodiose... a tratti si perde il ritmo, però è piacevole da leggere.
