Disinganni
Scope di saggina,
lasciate... in un canto...
ad aspettare.
Dietro la madìa...
quel che resta... di una falce...
che la ruggine ha corroso.
Ora che sento il vento d'autunno,
sopraggiungere dal mare...
a graffiarmi il volto...
do cristalli di sale.
Pomodori a grappoli,
che la muffa ha mandato in rovina,
sulla fornace... appena spenta,
pentole in terracotta...
dal sapore di cibo stantìo.
Ora che sento questo tempo,
infierire sui miei lineamenti,
devastando di ultime rughe il mio corpo,
su ciò che resta dei ricordi e degli affanni...
prima che la morte sopraggiunga...
a portare la quiete.
©
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