Ode alla diversità
Maria Giovanna Fronteddu
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Persa in un losco cielo tra schermi accesi e fogli sporchi
nel tremante timore di spettri che mi librano intorno
tento d'oppormi all'ozio ma sudo solo aristica vanità,
tornado impetuoso sprizza e disinfesta le menti
un'armata di stereotipi che marcia sui cervelli.
Tra i bagliori la brutale aridità della privazione
guardaci, controllaci, liberaci Oh Padrone
dall'infantile e peccaminoso sogno d'unicità,
giacciono gementi cuori saturi d'insopportabili miasmi
luci colorate intermittenti negli sguardi quasi spenti.
Lasciatemi qui, lasciatemi stare fallita, derisa,
a gurdarvi schiacciati dai chili di silenzio
che quest'incubo vi sistema in bocca,
io vivo impigliata nella ragnatela di rime
nella dolce e maestosa potenza dell'amore.
Odo stonati fischiettii di spensieratezza
passeggiando nei viali dell'illusioria bellezza? !
"lasciati violentare in vicoli scuri
in cui alcuno ti potrà mai sentire",
mi urlano con goffa pretesa aguzzina!
Ma la loro falsità non mi può sfiorare,
tanto bizzarro è a volte il disegno della normalità
che preferisco sentirmi coscientemente folle,
tanto vaghe sono a volte le rotte dei miei voli
che per accontentarmi preferirei la morte.
©
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L'autore
Maria Giovanna Fronteddu
Nata nel 1980 la mia passione per la lettura e la scrittura, in particolare la poesia, è nata sin da bambina, purtroppo la mia innata ribellione e la mia fame di esperienza di vita e di viaggi mi hanno fatto abbandonare presto gli studi cosa di cui sono amaramente pentita. Anche se auto-didatta ho sempre coltivato ques
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